Dall’11 al 18 luglio bambini e ragazzi dalla IV elementare alla II media con i loro educatori e don Roberto si sono recati a Oga (SO) per il consueto campo estivo a loro dedicato. Erano presenti anche i ragazzi di III media e I superiore che, dopo aver svolto il loro percorso di riflessione durante le mattinate, hanno organizzato ed animato i giochi del pomeriggio e della sera.
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L’obbedienza è ancora una virtù? Quando ci si pone questa domanda istintivamente vengono in mente tanti tristi figuri che hanno compiuto stragi immani giustificandosi con la formula “ho obbedito agli ordini”. Già, gli ordini. Il primo criterio per stabilire se l’obbedienza è una virtù è proprio il comando, l’ordine che si richiede di eseguire. La coscienza della persona deve analizzare bene, con gli strumenti che ha a disposizione, la bontà o meno di un ordine. Ed eventualmente rispondere di no, costi quel che costi. Certo, sarebbe sempre il caso che tra i motivi di un eventuale “no” non rientri il proprio interesse o il proprio comodo. La cosiddetta “obiezione di coscienza” è un esempio lampante di un venir meno ad un obbligo fondando questo comportamento negli ideali, coltivati senza se e senza ma. Ci sono situazioni nelle quali disobbedire può diventare un preciso dovere. Un discorso poi molto particolare vale per l’istituzione ecclesiastica, dove l’obbedienza è tanto importante da diventare, per alcuni, addirittura un voto e per altri un solenne impegno preso pubblicamente nel giorno dell’Ordinazione: “Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?”, chiede il Vescovo. E la risposta, ovvia in quel momento, è: “Sì, lo prometto”. Poi, nel corso della vita, la risposta rischia di diventare meno ovvia, di assumere sfumature strane, di cominciare a considerare un sacco di se e di ma. E si può arrivare ad assumere...
Quando distribuisco la Comunione durante la Messa affido sempre le persone che mi sfilano davanti per ricevere il Corpo di Cristo. Persone che hanno le loro gioie e i loro dolori e che il parroco conosce. E proprio questa conoscenza mi permette di affidare a Gesù in modo particolare le pene che ognuno porta nel cuore. Sì, perché in 27 anni di sacerdozio ho incontrato migliaia di persone e posso affermare con assoluta certezza che non esiste una persona che sia esente dalla croce, intesa come peso da portare o fatica da fare o sofferenza da sopportare. E i volti di queste persone parlano. Parlano di forza, di serenità, di accettazione, di resistenza, di caparbietà… parlano di una fede a volte in crisi, messa a dura prova dalle vicende della vita, a volte così forte da donare tanta serenità anche in mezzo alle tempeste più tremende. La fede, quando diventa abbandono alla volontà di Dio, nella convinzione che il Padre vuole sempre il nostro bene, è un’arma potentissima. Riesce infatti a scardinare l’opera del Maligno, che da sempre vuole separare l’uomo da Dio, per farci provare il dramma della solitudine, dell’impossibilità di essere aiutati e sostenuti, dell’orgoglio che rifiuta, sprezzante, qualunque presenza che possa minare l’umana volontà di potenza. I volti parlano. E raccontano storie di amore e di odio, di generosità e di rancore, di dono e di ingratitudine. Rivelano la presenza di una sofferenza fisica o di una sofferenza spirituale, dicono la...
Venerdì 3 luglio, con lo spettacolo e la festa finale animata da bambini e ragazzi, si è concluso il Grest 2015: quest’anno è stata la squadra dei GIALLI ad aggiudicarsi la vittoria!
Ripercorriamo i principali momenti di queste tre settimane attraverso le fotografie scattate dagli animatori, che hanno immortalato i protagonisti del Grest durante le diverse attività svolte: laboratori, merende, giochi e le gite.
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Incredibile! 7.066 case del Comune di Roma sono affittate a 7,75 euro al mese. Sì, avete capito bene: 7,75 euro al mese! Circa 15.000 delle vecchie lire. Ovviamente il patrimonio immobiliare del Comune di Roma è immenso: 42.455 immobili. Tra i quali alcuni sono adibiti a sedi di partito (il PD in via dei Giubbonari, vicino al ministero della giustizia, paga un canone di 200 euro mensili), alcuni sono bar (uno vicino a Villa Glori paga 26 euro mensili) altri ristoranti (uno in via Appia Antica sborsa la tremenda cifra di 258 euro mensili!). In conclusione, il Comune di Roma nel 2013 ha ricavato dal suo patrimonio immobiliare circa 27,1 milioni di euro (media di 52 euro al mese per ogni immobile), spendendone, nel 2014, 138,9 per le manutenzioni. Senza contare che il Comune prende in affitto per sé e i suoi vari uffici 4.801 appartamenti con un canone medio di 364 euro mensili, sborsando ai privati (solitamente le grandi famiglie di costruttori ed immobiliaristi!) proprietari degli immobili la somma totale 21 milioni annui. Solo ultimamente, poi, sono iniziate le verifiche per controllare se gli assegnatari degli appartamenti fossero in possesso dei requisiti richiesti (reddito e quant’altro): è saltato fuori che su 96 famiglie (96!) controllate 39 non avrebbero avuto diritto all’alloggio. Ovviamente è sempre opportuno fare i controlli dopo e non prima. Così, adesso, chi li libera quegli alloggi? Non so quale sia la situazione degli altri Comuni in Italia, ma posso immaginare....
Come ogni anno è iniziato il grest. E vedere all’opera così tanti volontari, tutti insieme contemporaneamente, mi fa sempre impressione. Giovani e diversamente giovani che dedicano ore del proprio tempo, gratuitamente, per gli altri riaccende la speranza in un mondo migliore. E in una Chiesa migliore. Dare un po’ di sé stessi gratuitamente (ma forse fa più impressione dire “gratis”) è il modo migliore per affermare che il bene esiste e trova in sé stesso la propria ricompensa. In un mondo che tende sempre (in ogni epoca e non solo oggi) ad essere cinico, a pensare più alle cose materiali che al resto, che ha sempre la tentazione di credere che il denaro può comprare anche la felicità, chi fa volontariato riesce a procurare una ventata di aria fresca, che dissipa i soffocanti miasmi di chi guarda solo al profitto materiale. Penso che la Chiesa, in particolare, debba sempre più riscoprire questa dimensione. Si possono trovare persone altamente competenti disposte a prestare la propria opera gratis in tutti gli ambiti. Perché non offrire loro questa possibilità? Qualche anno fa andava di moda, in Diocesi non lontane dalla nostra, la figura dell’animatore di oratorio (o, meglio, coordinatore o manager o factotum) assunto e stipendiato. Chissà come è andato a finire questo esperimento? A me sembrava alquanto fuori luogo. È vero che dava lavoro ad un giovane, ma tarpava le ali a tanti altri, annullando le loro possibilità di impegno gratuito. Lo stesso vale...